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Salerno protagonista al CNPC di Roma grazie al giovane Presidente Vittorio Nevio Biasini

16/04/2014

Il 2 aprile scorso si è riunito a Roma, presso il Centro Congressi di via Cavour, come di consueto, il Consiglio Nazionale dei Presidenti delle Consulte (CNPC). Per la prima volta, anche la città di Salerno ha avuto un suo degno delegato nella persona di Vittorio Nevio Biasini, Presidente della Consulta Provinciale degli studenti salernitani. Classe '95, Vittorio frequenta tutt'ora il Liceo Classico "F. De Sanctis" di cui è divenuto rappresentante dopo diverse elezioni scolastiche andate male. Nel novembre scorso è stato nominato anche Presidente della consulta, e la sua tenacia mista alla passione per la vita politica l'ha portato a realizzare il primo dei suoi più grandi obiettivi.


Marina Illiano, per salernoinweb.it, incontra Vittorio Nevio Biasini, Presidente della Consulta Provinciale degli studenti di Salerno.


Come é nata la tua passione per la politica?
<< Tutto è iniziato quando avevo 7 - 8 anni. Passavo i pomeriggi con mia nonna, la quale mi spiegava un po' ciò che accadeva nel nostro paese, chi erano i protagonisti, chi secondo lei aveva sbagliato oppure chi era semplicemente salito al potere senza meriti effettivi in materia. É stato grazie a lei, e ai suoi racconti, che ho avuto modo di capire tante cose. Le sarò eternamente grato per questo >>.


Qual é stato il tuo percorso formativo?
<< Mi sono sempre informato e interessato alle questioni sociali e politiche, ma posso dire che il percorso vero e proprio sia iniziato al terzo anno di liceo, quando ho deciso di inserirmi all'interno delle dinamiche studentesche e di rivendicazione sociale. Da lì è cominciato tutto, dai cortei fino ad arrivare alle elezioni per la rappresentanza, alle autogestioni, alle giornate passate a scuola >>


Il 2 aprile sei stato uno dei protagonisti presso il Consiglio Nazionale dei Presidenti delle Consulte (CNPC ndr.). Raccontaci questa esperienza.
<< È stata un'esperienza memorabile. Sono stato 3 giorni a Roma al CNPC (Consiglio Nazionale dei Presidenti di Consulta), il più grande organismo di rappresentanza nazionale studentesca. Conoscere tutte le provincie e i loro presidenti mi ha dato l'opportunità di capire come realmente siamo fatti, noi studenti italiani, quali differenze ci distinguono e quali analogie ci accomunano, senza scontrarsi mai, ma rispettandoci reciprocamente. Nord o Sud, importava poco. Ci siamo divisi in commissione di lavoro tematico e ogni commissione doveva presentare una documentazione, nella quale si sottolineavano le problematiche inerenti al determinato tema e si propinavano progetti e proposte. Ho partecipato alla commissione Legalità, poiché ritengo che ci sia tanto da lavorare nell'ambito della convivenza civile e della lotta alla criminalità >>.


Se dovessi spiegare ad uno tuo coetaneo cosa sia la consulta giovani, come la descriveresti?
<< La consulta provinciale degli studenti è l'unico organo istituzionale di rappresentanza, pertanto è l'unico riconosciuto dallo stato. Essa è formata da due rappresentanti per ogni istituto superiore a livello provinciale. Nel corso della prima plenaria si elegge il direttivo della consulta, formato dal Presidente, dal vice presidente e dagli organi di garanzia. Inoltre ogni consulta provinciale partecipa, oltre che alla convention nazionale sopracitata, al coordinamento regionale delle consulte, costituito dai presidenti delle provincie che compongono la regione. Il compito della consulta è quello di portare avanti le rivendicazioni degli studenti, dall'edilizia scolastica al problema del trasporto pubblico, e di garantire una progettualità, ovvero una serie di proposte e di iniziative in ambito sociale e studentesco >>.


Nello specifico ci spieghi qual è la tua mansione e di cosa ti occupi?
<< Come presidente della consulta ho il compito di coordinare tutte le iniziative e i progetti da noi propinati. Quest'anno abbiamo creato il primo spazio Web radio in Italia interamente gestito da una consulta. Inoltre mi occupo di interagire con le personalità istituzionali in merito alle tematiche più delicate del momento, con la quale abbiamo avuto modo di discutere già nelle nostre assemblee plenarie >>.


Come è cambiato, secondo te, nel tempo il modo in cui i giovani si rapportano alla politica?
<< La politica si è evoluta troppo in questi anni, non ha dato la possibilità ai giovani di rendersi conto di questo passaggio né tantomeno hanno capito che le vecchie ideologie sono state affossate da una classe politica troppo incompetente. Noi stessi ci ritroviamo, tutt'ora, ancorati a qualcosa che forse non esiste più, ma resta il fatto che tali ideologie restano le forme più pure di politica che questo paese abbia conosciuto >>.


Siamo stati definiti la generazione dei "bamboccioni" e di essere troppo "choosy". Cosa ne pensi in merito?
<< Ci definiscono così per colpe non nostre. È vero, molti di noi preferiscono bivaccare piuttosto che rimboccarsi le maniche e cercare di affermarsi, ma questo paese è morto. Non ci offre possibilità, non ci offre garanzie, né lavorative né di studio. Credo sia sicuramente una motivazione plausibile, ma restano comunque molti quelli che si rifiutano di trovare una realizzazione nel mondo di oggi >>.


Quali sono gli ideali di un ragazzo giovane come te ma che ha già fatto tanta gavetta?
<< Per quanto riguarda la gavetta il mio è solo un punto di partenza, sono soltanto agli inizi. La consulta mi è servita tantissimo, ma non sono nemmeno a metà di questo viaggio>>.

Quanto è difficile per un giovane come te farsi spazio oggi nel mondo politico?
<< La politica è diventata qualcosa di troppo sporco e corrotto. Odio questo moderno modello partitico che si è instaurato oggi, a causa del quale va avanti il nome del simbolo sulla scheda elettorale e non l'ideologia e la linea programmatica propinata. Per questo tutti noi giovani che cerchiamo di fare politica ci troviamo spaesati e non realmente rappresentati da chi ci governa. A volte però mi ritrovo addirittura a dover aver a che fare con giovani come me che rispecchiano nella loro attività associazionistica le caratteristiche tipiche della nostra classe politica. Il che è davvero grave >>.


C'è qualcuno a cui ti ispiri?
<< Ce ne sono tanti di esempi, ma non voglio citarne uno a livello politico. Mi "limito" a prendere in considerazione uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che realmente hanno dimostrato l'appartenenza al vero concetto di Stato civile >>.


Prima di salire sul palco e parlare davanti a tante persone c'è qualche rito scaramantico che esegui?
<< In realtà non ho alcun rito scaramantico. Cerco solo di stare tranquillo e di sintetizzare tutto ciò che devo dire ai ragazzi in assemblea, per non dilungarmi troppo o uscire fuori tema >>.


Come ti vedi da qui a 20 anni?
<< Spero di poter intraprendere l'attività giuridica, magari diventando un grande magistrato. Ma questa è un'altra storia >>.

Postato da

Marina Illiano

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