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Un salernitano fuggito in Olanda

06/10/2014

Marco, hai iniziato a frequentare la facoltà di economia a Fisciano, poi che è successo?

Niente di straordinario, semplicemente ho cercato di catalizzare le mie energie per finire in tempo –e nel miglior modo- gli studi. Molti coetanei sottovalutano questo importante passaggio dalla scuola, che ho sempre vissuto alla giornata, e l’università vero e proprio trampolino di lancio verso il mondo del lavoro.

Quanti tuoi amici hanno seguito un percorso formativo simile al tuo?

A parte gli amici che sono andati alla Bocconi sono pochi i ragazzi che hanno scelto di formarsi lontano da casa. In tutta onesta la realtà salernitana mi è sempre stata stretta, vuoi per i miei progetti, vuoi per i miei modi di fare che hanno trovato riconoscimento altrove. Nonostante l’ottima preparazione fornita dall’università di Salerno il collegamento inesistente tra l’ateneo e il mondo del lavoro mi ha messo nella condizione di partire, prima per Milano dove ho studiato alla Cattolica ed ora a Maastricht dove sto seguendo un Master in Finance. Questo percorso che assomiglia ad una vera e propria scalata spero mi apra le porte dell’Alta Finanza, Wall Street ad oggi non è più un sogno ma un’aspirazione realizzabile.

Cosa hai provato la prima volta che hai cambiato città? Al tuo arrivo cosa ti è mancato di Salerno?

Lasciare i propri affetti non é mai facile ma quando sei motivato, quando sai che dovrai lavorare per mantenerti gli studi la forza dentro te stesso o la trovi o sei spacciato. Milano ha rappresentato, ma soprattutto rappresenta la mia realtà affettiva e lavorativa più importante. Ho avuto la possibilità di lavorare nel Gruppo Editoriale l’Espresso ma soprattutto ho conosciuto persone straordinarie che sono al pari di una seconda famiglia. La partenza per Maastricht, invece, è stata fatta con una maggiore consapevolezza. Un’istruzione altamente professionalizzante a livello internazionale è stata solo la consecutio causa di un percorso alla Cattolica conclusosi nel migliori dei modi. Salerno non può non mancarmi, come non può non mancarmi la mia famiglia, le giornate in Costiera o le uscite con i miei amici storici ma, sinceramente, ad oggi sono più malinconico verso la realtà milanese. La frenesia delle giornate troppo brevi, andare in metro con la ventiquattrore, organizzare aperitivi, ebbene si ho anche organizzato aperitivi con un successo tanto inaspettato quanto atteso. Ecco, la capitale economica d’Italia ha tirato fuori il meglio di me ed io, nel mio piccolo, son riuscito a dar sfogo alla mia creatività creando un vero unicum in tutta Milano: i Random Aperitif, evento richiestissimo che ha fatto conoscere centinaia e centinaia di universitari nelle location più cool di Milano.

Quale ritieni possa essere l' utilità dell'Erasmus e, dove credi sia opportuno andare in Erasmus?

L’ Erasmus se fatto in maniera seria, in mete davvero formative rappresenta indubbiamente quel quid in più per una formazione di livello internazionale. Consiglio spassionatamente i paesi del nord Europa poiché sono in grado di fornire una formazione sicuramente migliore rispetto ad altri atenei. Ad esempio molti non sanno che seguire un master in nord Europa, come lo seguo io a Maastricht, è un sogno realizzabile con una spesa di circa 2000 euro annui. Certo, i criteri per entrare a far parte di queste università sono molto selettivi ma una maggiore selezione è una garanzia di maggiore qualità. Basti pensare che in Svezia l’istruzione di ogni livello è gratuita per gli studenti europei e questo la dice lunga sul divario che intercorre tra i paesi del mediterraneo e i paesi nordici.

Credi che l' Italia possa uscire dallo stato di crisi in cui si trova?

Indicatori economici alla mano la situazione economica italiana è in stato comatoso ma, cosa peggiore, non si vedono segnali di ripresa imminente. Io sono solo uno dei tanti italiani che ha deciso di emigrare in cerca di fortuna poiché ad oggi il Bel Paese non garantisce un valido futuro alle nuove generazioni.

Cosa consigli ai tuoi colleghi di facoltà in Italia e sopratutto a Fisciano?

Andatevene il prima possibile! Se c’è la volontà è possibile raggiungere anche gli obiettivi più insperati. Un’esperienza all’estero, in un contesto globalizzato come quello attuale, è diventata una condizione necessaria per poter lavorare a determinati livelli. Un esempio pratico mi è dato dal sistema olandese: qui la carriera per docente universitario è molto più agevole ed esula dall’avere conoscenze o dall’essere ammanigliato con determinato alte sfere. Un ricercatore guadagna 1800 euro ad inizio carriera contro i 1000 di un suo collega italiano. Questo e’ solo un esempio, dove c’è meritocrazia c’è futuro e purtroppo in Italia proprio non ne vedo.

Vincenzo Maria Adinolfi - Università , ExtraTime - - Vai alla Home

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