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Nausicaa della valle del vento: L’equilibrio vitale tra uomo e natura

12/03/2015

Nausicaa:”Io ho paura di me stessa, Yupa... Io non voglio, lo sai... ma sento il cuore che mi ribolle d'odio. Io non voglio soffrire, nè far soffrire.”

Titolo originale: Kaze no tani no Naushika
Titolo italiano: Nausicaa della valle del vento
Genere: animazione, fantascienza, avventura
Anno: 1984
Regista/Sceneggiatore: Hayao Miyazaki


Nel 1984, il genio del cinema d’animazione, Hayao Miyazaki, sforna questo secondo lungometraggio che, tutt’oggi, risulta essere una delle sue opere più famose e apprezzate.
Come in tutti i film di Miyazaki, Nausicaa della valle del vento mantiene delle atmosfere fantastiche che personalmente trovo molto rilassanti in quanto a percezione visiva dell’eleganza della scelta dei colori. I paesaggi naturali colpiscono sempre per la loro bellezza artistica. Terre incontaminate, tecnologie che ricordano molto lo steampunk contribuiscono a creare delle opere uniche ed originali.
Le eroine anche sono molto ricorrenti. Nausicaa in particolare è una donna coraggiosa, molto poco stereotipata, imprevedibile e tenace. In breve, ma se ne dovrebbero scrivere libri al riguardo, questo designa una parte dello stile di Hayao Miyazaki.

In un futuro molto lontano dal nostro, la Terra è reduce, da mille anni, di una guerra termonucleare che ha distrutto quasi interamente l’ecosistema del pianeta. Quest’ultimo è ormai scenario di lande desolate e contaminate da radiazioni, e da zone altamente tossiche, tra le quali c’è la cosiddetta “Giungla tossica”. La giungla non solo è ricca di una strana vegetazione contaminata e radioattiva, ma al suo interno proliferano strani mostri, alcuni dei quali sono giganti e vengono chiamati Ohmu (o mostri-tarlo).
Una delle piccole terre sopravvissute alla catastrofe bellica è la Valle del Vento. La nostra eroina, Nausicaa, è la principessa di questa valle e fa di tutto per proteggere i suoi abitanti e l’ambiente naturale incontaminato che la circonda dalle minacce esterne. Queste ultime sono collegate non solo alla contaminazione, ma anche alla lotta tra due grandi imperi, i regni di Tolmechia e di Pejite, che comandano il pianeta ormai in completo disfacimento.

Questo grandioso film di Miyazaki tratta di tematiche molto care all’autore quali l’attaccamento e il rispetto per la natura, la non-violenza e una forte critica al mondo industrializzato. Questo ultimo pullula di uomini senza scrupoli che, pur di inseguire i propri fini, sono disposti a tutto e distruggono l’ambiente circostante. Vanno cioè contronatura.
Non a caso ho usato questa parola perché il regista, attraverso l’opera, ci fa capire chiaramente che se l’essere umano va contro la natura, quest’ultima si riversa contro di lui. Alla distruzione essa risponde con la morte. Esempi lampanti si possono trovare ogni giorno: un continuo disboscamento può portare ad una frana; un aumentare dell’effetto serra e del conseguente surriscaldamento planetario fa sciogliere i ghiacciai ed innalzare il livello del mare. A questo la natura risponde con l’inghiottimento di terre molto vicine al livello del mare.
Il film, tratto da un manga che non ha lo stesso lieto fine (che lieto fine non è fino in fondo), è un’opera di sensibilizzazione al fine di avere non solo più rispetto per la natura, ma di ricordarci che noi tutti siamo un tutt’uno con essa. Noi esseri umani ci viviamo a contatto, anche se abbiamo delle costruzioni cittadine dovute all’industrializzazione davanti agli occhi. Ci stiamo dentro, siamo parte di essa. Se remiamo contro di essa, lo facciamo in fondo contro noi stessi.

Nausicaa si batte per i diritti della propria popolazione. Inizialmente risponde con violenza contro gli aggressori ma poi inizia una lotta non violenta, all’insegna della protezione dei suoi pari, dell’ambiente e degli animali-mostri che abitano la giungla.
La Giungla Tossica rappresenta la natura fortemente irata e vendicatrice, in piena avversione contro la razza umana che tanto l’ha sfruttata e distrutta.
Nausicaa è l’ultima speranza di un mondo ormai decaduto, sia strutturalmente che moralmente. Riesce ad instaurare una connessione particolare con l’ambiente e con gli esseri viventi. Lei è capace di far ritornare l’equilibrio fondamentale che deve esserci tra uomo e natura, e far si che quest’ultima si tramuti in buona, quasi come se la sua funzione fosse quella di placare la sua accecante ira.
L’equilibrio di cui parla questo film è un elemento che non dovrebbe mai essere perso. Dall’origine della vita sulla Terra fino ai giorni nostri, non dobbiamo mai dimenticarci di essere parte di questo pianeta. Se continuiamo a distruggerlo prima o poi la natura si riverserà contro noi stessi. Ma data l’evoluzione tecnologica, noi siamo veramente in grado di distruggerlo senza che essa possa fare più nulla. A quel punto però non esisteremmo nemmeno più noi. L’uno senza l’altra non può permettere la vita.
Ma la natura senza di noi può vivere.
Teniamolo bene a mente.

Antonio Carmando - ExtraTime - - Vai alla Home

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