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Top & Flop Serie A Giornata 14

01/12/2015

TOP

3° - SASSUOLO AMMAZZAGRANDI
Il Sassuolo quest’anno si sta confermando una delle società più ben gestite del panorama provinciale italiano. Non è un caso, infatti, se in questo momento si trova al sesto posto, dietro Napoli, Inter, Fiorentina, Roma, Juve, e davanti a squadre più rinomate come Milan, Lazio, Torino, Sampdoria e Genoa.
Il Mapei Stadium è un vero e proprio fortino ed ancora nessuno è riuscito ad uscirne con i 3 punti, inoltre la squadra sta mostrando di esaltarsi contro le grandi. Da inizio campionato il Sassuolo ha già battuto Napoli, Lazio e Juve, in casa, ha pareggiato a domicilio contro la Roma, ed anche ieri ha fermato la Fiorentina. I viola sono passati subito in vantaggio, al 5° minuto con Borja Valero, ma poi la squadra di Di Francesco è tornata in partita, al 42° con il gol di Floccari, e ha resistito fino alla fine conquistando un altro prezioso punto.

2° - IL BIG MATCH
Di solito quando si carica di aspettative una partita, questa non si rivela mai all’altezza. Non è capitato ieri con Napoli – Inter, il big match della 14° giornata di Serie A, valevole per un primo posto in solitaria, almeno fino al prossimo turno. La partita si è aperta subito con un gran gol dopo soli 60 secondi di Higuain, che insacca con un destro potente sul primo palo di Handanovic dopo una palla persa di Murillo. Per tutto il primo tempo il Napoli controlla il gioco senza riuscire a segnare il raddoppio e al 44’ si ritrova in superiorità numerica, visto che Nagatomo, già ammonito, entra scomposto su Allan e si guadagna in anticipo la via verso gli spogliatoi. I tifosi napoletani quindi si sarebbero aspettati una pratica da chiudere in fretta nel secondo tempo, e sembra proprio così quando al 62’ Higuain si fionda su un pallone, rilanciato in avanti da Albiol, vince lo scontro con Murillo e Miranda, che andavano a contrastarlo, e segna per la seconda volta nella porta di Handanovic. Il San Paolo è una bolgia, ma non è ancora finita. Proprio il secondo gol dei partenopei dà una scossa alla squadra di Mancini che, nonostante l’inferiorità numerica, riesce a trovare il gol con Ljajic, il migliore dei nerazzurri, che batte Pepe Reina con un bel destro dopo una serie di rimpalli sfortunati della difesa napoletana. Il finale di partita è al cardiopalma, con l’Inter che attacca a testa bassa alla ricerca del pareggio, e il Napoli che, nonostante la superiorità numerica, non riesce a chiudere il match, ci prova Higuain all’89’ dopo uno slalom tra i difensori nerazzurri, ma Handanovic è strepitoso questa volta sulla conclusione dell’argentino. Proprio dopo l’occasione di Higuain, nei minuti di recupero, arriva l’assalto finale dell’inter, Jovetic colpisce il palo con un colpo di testa, poi il Napoli non riesce ad allontanare il pallone regalando un’altra occasione agli avversari, altro traversone in mezzo e colpo di testa di Miranda, ma stavolta è Reina a fare un miracolo, toccando il pallone e mandandolo ancora una volta sul palo, subito dopo Orsato fischia la fine della partita facendo esplodere di gioia il San Paolo.

1° - NAPOLI CAPOLISTA
Non capitava dal ’90, l’anno del secondo scudetto, che il Napoli si ritrovasse da solo a guidare la classifica. Altra analogia con quell’anno magico sono i 18 risultati utili consecutivi, per non parlare di un argentino che in campo fa sognare ed è inarrestabile sotto porta. Il campionato è ancora lungo e non parlate a Sarri di scudetto se non volete farlo arrabbiare, però le lodi al suo lavoro si possono fare eccome. Pochi ci avrebbero creduto ad inizio campionato, si parlava di ridimensionamento dopo l’era Benitez, e i primi risultati altalenanti hanno fatto storcere il naso a più di un tifoso napoletano. Poi la metamorfosi, la crisalide che si è schiusa ed è diventata una bellissima farfalla. Cambio di modulo, dal 4-3-1-2 al 4-3-3, più conforme alle caratteristiche dei giocatori a disposizione, la difesa che ha metabolizzato gli insegnamenti dell’allenatore e attacco tornato a girare alla grande, trascinato da Higuain ora capocannoniere del campionato con 12 reti messe a segno. I numeri parlano chiaro: 16 vittorie e 2 pareggi, 38 gol fatti e 3 subiti, tra campionato ed Europa League, primo posto in entrambe le competizioni. Inoltre, battute al San Paolo Juve, Inter e Fiorentina, tra le inseguitrici manca solo la Roma, che dovrà vedersela coi partenopei tra due giornate. Nel frattempo, dire scudetto è vietato, ma sognare è un diritto di tutti i tifosi azzurri.

FLOP

3° - SAMPDOLOROSA
Fino alla dodicesima giornata di campionato, la Sampdoria guidata da Walter Zenga, aveva conquistato 16 punti con 4 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte e occupava il decimo posto in classifica. Un ruolino che tutto sommato ci si aspettava e che è stato rispettato. Non era d’accordo però il presidente Ferrero che, dopo la sconfitta con la Fiorentina, ha deciso di esonerare Zenga e di affidare la panchina a Vincenzo Montella. Ed ecco che arrivano i risultati, due sconfitte su due in trasferta, una per 1 a 0 contro l’Udinese, e l’altra molto più pesante per 4 a 1 contro il Milan dell’ex Mihajlovic. Una Samp che ha mostrato poco o niente, se non tanta confusione in mezzo al campo. Probabilmente è ancora presto per vedere i frutti del lavoro di Montella, gli inizi comunque fanno poco sperare bene, e probabilmente il vulcanico presidente Ferrero avrebbe dovuto ragionare un po’ sulla sua scelta di esonerare Zenga, che sicuramente una risata in queste due settimane se l’è fatta.

2° - ROMA SPENTA
Due brutte sconfitte per la Roma questa settimana. La prima in Champions a Barcellona per 6 a 1, una sconfitta auspicabile, che non preclude il passaggio del turno per i giallorossi, ma che comunque arriva con un risultato fin troppo pesante, 6 gol subiti di certo non fanno bene al morale. Infatti la Roma ha reagito malissimo e dopo la debacle in terra catalana è arrivata un’altra sconfitta, stavolta all’Olimpico, contro l’Atalanta. I bergamaschi sono passati in vantaggio con gol di Gomez al 40’ del primo tempo, poi a chiudere la pratica ci ha pensato Denis su rigore all’82’, dopo un’entrata da macellaio di Maicon in area ai danni di Gomez, che è costata il rosso al brasiliano. La Roma non ha saputo reagire allo svantaggio, spenta e senza gioco, la squadra capitolina a fine partita ha abbandonato il terreno di gioco sommersa dai fischi del proprio pubblico. La mancanza dei due giocatori più in forma di questo inizio campionato, vedi Salah e Gervinho, non può giustificare questa Roma, i tifosi si aspettano una reazione a incominciare dalla sfida di sabato contro il Torino.

1° - ABISSO VERONA
Il Verona è ormai ospite fisso dei flop di giornata. Ma oggi non poteva non entrarci. Dopo la sconfitta con il Frosinone, i gialloblu sono rimasti soli in fondo alla classifica. Peggiore attacco, con soli 10 gol fatti, e terza peggior difesa con 24 subiti, i gialloblu sono stati staccati di 3 punti anche dal Carpi, corsaro a Genova. La sconfitta contro la squadra ciociara è stata l’ultima occasione per Mandorlini che non mangerà il panettone, o sarebbe meglio dire il pandoro in questo caso. Sarà rimpiazzato da Del Neri, che tanto bene ha fatto sulla panchina dell’altra squadra di Verona, il Chievo. Ce la farà a far rialzare l’Hellas?

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